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Strategia

Employer Branding

L'employer branding non è una pagina carriere ben disegnata. È il motivo per cui il miglior candidato del settore sceglie voi invece del concorrente che offre uno stipendio leggermente più alto.

I candidati migliori non leggono la vostra pagina carriere. Leggono cosa scrive chi se n'è andato, su una piattaforma che voi non controllate.

Osservatorio GTM Otto

Perché la fonte più credibile non è vostra

I candidati più qualificati, specialmente in ruoli commerciali e tecnici senior molto richiesti, valutano l'azienda attraverso fonti che non controllate direttamente: recensioni di ex dipendenti su piattaforme specializzate, conversazioni informali con conoscenti che ci hanno lavorato, reputazione diffusa nel settore.

Investire in employer branding significa quindi meno scrivere una pagina carriere accattivante e più gestire attivamente l'esperienza reale dei dipendenti, specialmente nel momento dell'uscita, che è quando si formano le opinioni più durature e più condivise pubblicamente.

Anti-pattern

Errore comune: investire budget significativo nella comunicazione della pagina carriere e nei social recruiting, ignorando l'esperienza reale di offboarding dei dipendenti che se ne vanno, il momento in cui si formano le recensioni più influenti.

Secondo errore: assumere che un employer brand forte possa compensare completamente un pacchetto retributivo non competitivo, quando in realtà lo attenua solo parzialmente nella decisione finale del candidato.

Applicazione Pratica

Un'azienda con rating medio di 3.1/5 su una piattaforma di recensioni datori di lavoro fatica a chiudere il 60% delle offerte per ruoli sales senior. Dopo aver investito 12 mesi nel migliorare il processo di offboarding e la trasparenza interna sulle promozioni, il rating sale a 4.2/5 e il tasso di accettazione delle offerte per gli stessi ruoli sale al 84%, a parità di pacchetto retributivo offerto.

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