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Strategia

Business Exit Strategy

Una exit strategy non si scrive l'anno prima di vendere. Si costruisce nel modo in cui l'azienda vende, tutti i giorni, per anni prima di quel momento.

Nessun acquirente compra un fatturato. Compra la certezza che quel fatturato si ripeta senza la persona che lo ha costruito.

Osservatorio GTM Otto

Perché il GTM decide la valutazione più del prodotto

In due diligence commerciale, chi valuta l'azienda guarda la concentrazione clienti, la ripetibilità del funnel, la dipendenza da singole persone chiave e la solidità di NDR e churn. Un prodotto eccellente con un GTM fragile riceve multipli più bassi di un prodotto discreto con un motore di acquisizione e retention documentato e trasferibile.

Costruire una exit strategy significa quindi, con 2-3 anni di anticipo, rendere il go-to-market un asset autonomo dal fondatore: processi documentati, pipeline prevedibile, team sales che vende con un playbook e non con relazioni personali intrasferibili.

Anti-pattern

Errore comune: accelerare artificialmente la crescita dei ricavi nei 12 mesi precedenti una vendita con sconti aggressivi o clienti fuori ICP, un trucco che i buyer esperti individuano immediatamente in due diligence e che spesso porta a un earn-out penalizzante.

Secondo errore: concentrare la relazione commerciale sui clienti più importanti nelle mani del fondatore o di un solo senior rep, creando un rischio di key person dependency che riduce direttamente il multiplo offerto.

Applicazione Pratica

Un'azienda SaaS B2B con ARR di 4.200.000€ e NDR del 94% riceve un'offerta di acquisizione a 4.1x ARR. Dopo 18 mesi di lavoro su documentazione dei processi commerciali, diversificazione della base clienti (nessun account sopra il 6% dell'ARR) e un NDR salito al 112%, la stessa azienda con ARR di 5.600.000€ riceve un'offerta a 6.8x ARR: il multiplo più alto pesa più della crescita di fatturato in sé.

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