La brand experience non è il design dell'interfaccia o dell'evento. È la somma di ogni singolo momento in cui un cliente si forma un'opinione su di voi, dalla prima email al terzo rinnovo contrattuale.
“L'esperienza di brand più trascurata è quella del cliente che se ne va. Ed è proprio quella che decide se tornerà mai, o cosa dirà di voi a chi glielo chiede.”
Osservatorio GTM OttoLa brand experience B2B si costruisce in centinaia di micro-momenti che raramente ricevono attenzione da chi si occupa di brand: la chiarezza di una fattura, il tono di un messaggio di errore di sistema, la gestione di una richiesta di cancellazione. Ognuno di questi momenti conferma o smentisce la promessa di brand comunicata altrove.
Mappare l'intero ciclo di vita del cliente, non solo i touchpoint di marketing e vendita, permette di identificare i momenti a più alto rischio di dissonanza, spesso proprio quelli operativi e amministrativi che nessuno considera parte del brand.
Errore comune: investire nella cura del brand solo nei touchpoint di marketing e vendita, ignorando momenti amministrativi e operativi (fatturazione, errori di sistema, offboarding) che il cliente vive con la stessa intensità percettiva.
Secondo errore: trascurare l'esperienza di offboarding di un cliente che se ne va, perdendo l'occasione di raccogliere feedback onesto e di lasciare una porta aperta per un possibile ritorno futuro o una referenza indiretta.
Un'azienda ridisegna i messaggi di errore di sistema, storicamente scritti in linguaggio tecnico freddo, allineandoli al tono di voce del brand usato nel marketing. I ticket di supporto legati a incomprensione dei messaggi di errore scendono del 28% e il sentiment nei feedback post-interazione migliora misurabilmente, nonostante nessuna modifica al prodotto stesso.